Contro gli Atei Scientisti e loro compari di merenda che impazzano in Usenet e/o in Italia

Contro gli Atei Scientisti che impazzano in Usenet e/o in Italia









  • La Chiesa e’ impegnata in una battaglia millenaria contro l’ateismo scientista.



    Il caso piu’ eclatante del modo in cui l’ateismo scientista ribalta e ricondiziona gli eventi del passato e’ il caso Galileo.



    Nostro dovere è ribattere colpo su colpo e senza tregua e compromessi tutto quello che proviene dall’elite internazionale atea che gli americani chiamano WAS (White Atheist Shit) .

  • Le radici della nostra conoscenza scientifica, della tecnologia, sono da ricercarsi nella fede cristiana



    Il disegno intelligente accetta la sfida del positivismo e lo combatte con le sue stesse armi





  • "Quelli [il riferimento e’ ai modernisti, ma va bene pure per
    gli eretici, i paraeretici, i "cattolici" adulti e adulterati,
    gli pseudo-papi, gli anti-papi, i rosicanti per non essere
    diventati papi, ecc.] vogliono che li si tratti con olio,
    sapone e carezze.
    Bisogna invece battersi a pugni.
    In un duello non si contano, non si misurano i colpi:
    si colpisce come si puo’!
    La guerra non si fa con la carita’: e’ una lotta, un duello.
    Come se Nostro Signore non fosse stato terribile, non avesse
    dato l'esempio anche in questo.
    Come li ha trattati, i filistei, i seminatori di errore, i lupi vestiti
    da agnello, i mercanti: li ha cacciati a colpi di staffile!"
    Papa Giuseppe Sarto-San Pio X.











    Papa Francesco, prima Messa nella Sistina 'Senza Gesù diventiamo una ong pietosa'

    Rito celebrato in latino, le letture e il salmo sono state invece pronunciate in italiano. 'Se camminiamo senza la croce siamo mondani, non siamo discepoli del Signore'









                  Apologia della Crociata

     

    Di Roberto de Mattei

     L’irenismo ecumenico è una distorsione della dottrina della Chiesa e della sua storia.



    Il vero spirito del cristianesimo è combattere per la verità e per difendere le radici che affondano nei secoli luminosi del medioevo

    “L’addio della chiesa allo spirito di crociata” è un refrain che ricorre da almeno quarant’anni e che condensa la concezione del mondo di un certo cristianesimo, che ha fatto del dialogo ecumenista il suo vangelo. Questa visione si basa su di una distorsione storica e su di un’altrettanto grave deformazione della dottrina della chiesa. Nel caso dell’articolo di Giancarlo Zizola su Repubblica del 7 giugno, si aggiunge a ciò un impervio tentativo di attribuire allo stesso Papa regnante questo slittamento storico e dottrinale. Benedetto XVI, come egli disse nella sua prima udienza del 27 aprile 2005, ha assunto questo nome, non solo in onore di Benedetto XV, ma anche e soprattutto per evocare la straordinaria figura del grande “Patriarca del monachesimo occidentale”, san Benedetto da Norcia, che “costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà”.

    Ma quali sono quelle radici cristiane che
    , secondo Benedetto XVI, come per il suo predecessore Giovanni Paolo II, non solo i cattolici, ma anche i laici, hanno il diritto e il dovere di difendere? Queste radici, o se si preferisce, i frutti di queste radici, sono sotto i nostri occhi: sono cattedrali, monumenti, palazzi, piazze, strade, ma anche musica, letteratura, poesia, scienza, arte. Questa visibile mappa della memoria è impressa nel codice genetico della nostra civiltà. Ebbene le crociate fanno parte, come le cattedrali, del paesaggio spirituale europeo e ne esprimono la stessa concezione del mondo.

    Lo storico dell’arte Erwin Panofsky ha studiato il rapporto tra le vetrate gotiche e la filosofia scolastica, sottolineando come la luminosità delle cattedrali medievali corrisponda alla trasparenza di pensiero di opere come la “Somma Teologica” di san Tommaso d’Aquino (Erwin Panofsky, “Architettura gotica e filosofia scolastica”). Dall’epopea delle crociate traspare – potremmo aggiungere – la stessa luminosità, la stessa diafana bellezza, lo stesso slancio verso l’alto, la stessa forza creatrice, delle opere di san Tommaso d’Aquino e di Dante. Anche le crociate fanno parte di quel patrimonio di valori che, come scriveva Giovanni Paolo II, sono derivati dal Vangelo e si sono sviluppati in coerenza con esso (“Memoria e identità”).



    Salve Regina



    “I capolavori artistici nati in Europa nei secoli passati sono incomprensibili se non si tiene conto dell’anima religiosa che li ha ispirati (…)” – ha affermato ancora Benedetto XVI (udienza generale del 18 novembre 2009). Lo stesso potrebbe dirsi delle crociate, che hanno inciso nei campi di battaglia della Palestina quella stessa scala di valori che gli architetti infondevano in quegli anni nella pietra delle cattedrali. le crociate, né le cattedrali possono essere comprese da chi ignora il modo di pensare, e soprattutto, la fede vissuta, che animava i loro artefici.
    Nella cattedrale il popolo cristiano si raccoglieva attorno a un sacerdote che, celebrando la Messa su di un altare rivolto a oriente, rinnovava in maniera incruenta il mistero stesso del cristianesimo: l’Incarnazione, Passione e morte di Gesù Cristo. Nelle crociate, questo stesso popolo prendeva le armi per liberare la Città Sacra di Gerusalemme, caduta nelle mani dei maomettani. La tomba vuota del Santo Sepolcro era, con la Sindone, la testimonianza viva della Resurrezione e la reliquia più preziosa della cristianità.

    La prima crociata fu predicata come meditazione all’appello di Cristo che dice: “Chi vuole venire dietro di me rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mt. 16, 21-27). Quella stessa Croce, attorno a cui si riuniva il popolo delle cattedrali, era impressa sulla veste dei crociati ed esprimeva l’atto con cui il cristiano si diceva disposto ad offrire la propria vita, per il bene soprannaturale del prossimo, impugnando le armi. Lo spirito delle crociate era, e rimane, lo spirito stesso del cristianesimo: l’amore al mistero incomprensibile della Croce.

    Il professor Jonathan Riley-Smith, caposcuola del rinnovamento degli studi sulle crociate, riferendosi a coloro che avevano risposto all’appello della prima crociata, afferma che essi erano “infiammati dall’ardore della carità”, e alla carità, all’amor di Dio, fa risalire la motivazione profonda di questa impresa. Offrire la propria vita è infatti la più grande forma di amore e il più perfetto atto di carità, poiché ci fa perfetti imitatori di Gesù secondo le parole del Vangelo, secondo cui “nessuno ha più grande amore di colui che dà la sua vita per Lui e per i suoi fratelli” (Gv. 3, 16; 15, 13). Solo l’amore, riassunto dal sacrificio di Cristo sulla Croce, è in grado di sconfiggere la morte, che è la suprema sofferenza fisica, e il peccato, che è il supremo male morale. Tale spirito e stato d’animo, abbondantemente documentato dalle fonti, non sorge come un fiume limaccioso dall’inconscio collettivo dell’occidente, ma dall’atto libero di singoli uomini che nei secoli luminosi del medioevo rispondono ad un appello che si rivolge alla loro coscienza.

    La risposta a questo appello può essere considerata una “categoria dello spirito” che non tramonta. L’idea di crociata infatti non è solo un evento storico circoscritto al medioevo, ma è una costante dell’animo cristiano che nella storia conosce momenti di eclissi, ma che sotto diverse forme è destinata a riaffiorare. Espungere l’idea di crociata dalla propria “piattaforma programmatica” significa espungere l’idea stessa del combattimento cristiano. L’insegnamento che la vita spirituale è lotta è particolarmente svolto nelle lettere di san Paolo dove si trovano in molti luoghi metafore e immagini tratte dalla vita del guerriero; l’Apostolo spiega come la vita del cristiano sia un bonum certamen che va combattuto “da buon soldato di Gesù Cristo” (II Tim. 2, 3). “Spogliamoci – egli dice – dalle opere delle tenebre e indossiamo l’armatura della luce” (Rom. 13, 12); “Rivestitevi dell’armatura di Dio per potere resistere agli assalti del diavolo (…). State dunque cinti della verità, rivestiti della lorica della giustizia, calzati della saldezza del Vangelo della pace, impugnando lo scudo della fede, col quale potrete estinguere i dardi infuocati del Maligno, prendere l’elmo della salvezza e il gladio dello spirito, che è la parola di Dio” (Ef. 6, 11, 14-17).
    Lo spirito di crociata e quello del martirio hanno una comune origine in questa dimensione profonda del combattimento spirituale. Il martirio, come ogni sofferenza, presuppone il combattimento. La vita stessa di Gesù Cristo può essere considerata come un costante combattimento contro l’insieme delle forze ostili al Regno di Dio: il peccato, il mondo e il demonio. Che la vita del cristiano sia una lotta è uno dei concetti che più spesso risuona nel Nuovo Testamento dove si legge: “Non sarà coronato se non colui che avrà legittimamente combattuto” (II Tim. 2, 5). Il Vangelo del resto, nel suo significato originario, è annuncio di vittoria militare, in questo caso la vittoria di Cristo sul male e sulle potenze delle tenebre.

    Perché la chiesa non può abbandonare lo spirito di crociata? Molto semplicemente perché non può rinnegare la propria storia e la propria dottrina. La storia delle crociate non è una appendice insignificante della storia della chiesa, ma si intreccia strettamente con la storia del papato. Le crociate non sono legate a un singolo Papa, ma ad una storia ininterrotta di pontefici, per lo più santi, dal Beato Urbano II, che promulgò la prima crociata, a san Pio V e al Beato Innocenzo XI, che promossero “leghe sante” contro i Turchi a Lepanto, Budapest e Vienna, tra il XVI e il XVII secolo. Non è ignoto agli storici che, ancora nel XX secolo, Pio XII studiò la possibilità di bandire una “crociata” anticomunista dopo la rivolta di Ungheria nel 1956.

    A quella dei Papi, si aggiunge la testimonianza dei santi, a cominciare da Luigi IX, il re crociato per eccellenza, che con Giovanna d’Arco, anch’essa a suo modo “crociata”, è patrono della Francia, la “figlia primogenita della chiesa”. Contrapporre a queste figure il nostro san Francesco denota, se non malafede, una notevole misconoscenza storica. La più attendibile fonte che abbiamo del viaggio di Francesco è la testimonianza del suo compagno, frate Illuminato, che ci racconta come il santo difese l’opera dei crociati e propose al Sultano la conversione. E come dimenticare le legioni di francescani che si unirono, nei secoli ai crociati, a cominciare da san Giovanni da Capestrano (1386-1456), predicatore della grande crociata del XV secolo, culminata con la liberazione di Belgrado?

    Al nome di san Francesco dovremmo affiancare quello di santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e Dottore della chiesa di cui in un recente saggio Massimo Viglione ha mostrato l’animo profondamente “crociato” (“L’idea di crociata in Santa Caterina da Siena”). A Lei potremmo aggiungere un altro dottore di sesso femminile, questa volta contemporaneo, santa Teresina del Bambin Gesù, che in una pagina toccante, rivolgendosi a Gesù, afferma di voler “percorrere la terra, predicare il tuo nome, e piantare sul suolo infedele la tua Croce gloriosa”, riunendo in un’unica vocazione quelle dell’apostolo, del crociato, del martire. “Sento – ella scrive – la vocazione di Guerriero, di Sacerdote, di Apostolo, di Dottore, di Martire; insomma, sento il bisogno, il desiderio di compiere per te, Gesù, tutte le opere più eroiche. Sento nella mia anima il coraggio di un Crociato, di uno Zuavo Pontificio: vorrei morire su un campo di battaglia per la difesa della Chiesa…”. E il 4 agosto 1897, sul letto di morte, rivolgendosi alla Superiora, mormora: “Oh, no, non avrei avuto paura di andare in guerra. Per esempio, ai tempi delle crociate, con quale felicità sarei partita per combattere gli eretici” (“Storia di un’anima”, in “Opere complete”).

    La chiesa non ha mai professato il pacifismo. Il combattimento cristiano, che è prima di tutto un atteggiamento spirituale, ma che comprende la possibilità della legittima difesa, della guerra giusta e perfino della “guerra santa”, appartiene alla più pura tradizione cattolica. Chi professa l’ecumenismo e il pacifismo a oltranza dimentica che esistono mali più profondi di quelli fisici e materiali, e confonde le conseguenze rovinose della guerra sul piano fisico, con le sue cause, che sono morali e risalgono alla violazione dell’ordine, in una parola a quel peccato che solo può essere sconfitto dalla Croce. Il mondo moderno, che è immerso nell’edonismo e ha perso la fede, giudica come mali, e come mali assoluti, solo quelli fisici, dimenticando che il male e il dolore accompagna inevitabilmente la vita dell’uomo, spesso elevandola.
    Lo spirito delle crociate e di Lepanto ci trasmette un messaggio di fortezza cristiana che è disposizione d’animo a sacrificare i beni terreni, di fronte a beni più alti, quali la giustizia, la verità, l’avvenire della nostra civiltà.

    Oggi il nemico che minaccia la chiesa e l’occidente è l’attitudine mentale di chi ritiene che sia finito il tempo di Lepanto e delle crociate e allo spirito del combattimento cristiano contrappone una visione del mondo secondo la quale nulla esiste di assoluto e di vero, ma tutto è relativo ai tempi, ai luoghi e alle circostanze. E’ questo il relativismo denunciato da Giovanni Paolo II quando nelle sue encicliche “Splendor Veritatis” ed “Evangelium Vitae” parla di quella “confusione del bene e del male, che rende impossibile costruire e conservare l’ordine morale dei singoli e delle comunità” (SV n. 93). La battaglia contro il relativismo in difesa delle radici cristiane della società, a cui ha chiamato Giovanni Paolo II e oggi invita Benedetto XVI, è una battaglia in difesa della nostra memoria storica, senza la quale non c’è identità nel presente, perché è sulla memoria che si fonda l’identità degli uomini e dei popoli. Ma le radici cristiane non appartengono solo alla memoria o alla storia: esse sono viventi perché il Crocifisso, che le riassume, non è solo un simbolo storico e culturale, ma è una fonte attuale e perenne di verità e di vita, di sofferenza e di lotta.

    La chiesa ha nemici, anche se noi tendiamo a dimenticarlo
    perché abbiamo perso quella concezione militante della vita cristiana, fondata sulla Croce, che ha sempre caratterizzato il cristianesimo. La perdita di questo spirito militante è la conseguenza dell’edonismo e del relativismo in cui sono immersi purtroppo anche molti uomini di chiesa. Benedetto XVI ha parlato spesso di minoranze “creative”; potremmo aggiungere “militanti”, perché quella in corso è una guerra culturale e morale in cui ci si affronta in termini di principi di concezioni del mondo. La storia del resto è fatta da minoranze militanti e anche Zizola appartiene a una di esse. Si può militare per il bene o per il male, in un campo o nell’altro, ma solo chi milita lascia il suo segno nelle vicende storiche.

    Non si illuda Zizola: si può e si deve sfuggire,
    per quanto possibile, allo scontro delle armi, ma non si può sfuggire allo scontro delle idee. Egli stesso ne brandisce una come una clava che vorrebbe abbattere sulle teste dure dei cristiani fondamentalisti o “lepantiani”. D’altra parte, le idee che non si scontrano, non si “incontrano”, ma si fondono, formando a loro volta nuove idee all’insegna dell’indifferentismo e del sincretismo.
    La chiesa è una società soprannaturale che ha la missione di annunciare una Verità salvifica e liberatrice. Essendo un’istituzione immersa nel mondo si serve, come è giusto, anche di strumenti politici e diplomatici, ma la politica per lei è mezzo, mai fine. Giuliano Ferrara nel Foglio del 7 giugno lo ha ben visto. Non bisogna confondere un viaggio diplomatico, come è stato quello recente del Papa a Cipro, con il messaggio teologico e spirituale che la chiesa ha il dovere di annunziare.
    Nell’omelia a Nicosia, il 5 giugno, Benedetto XVI ha peraltro sottolineato che il legno della Croce non è semplicemente un simbolo privato di devozione, non è un distintivo di appartenenza a qualche gruppo all’interno della società, ma è un segno di speranza, di amore, di vittoria. “Un mondo senza Croce – ha detto – sarebbe un mondo senza speranza”. Anche un mondo senza spirito di crociata sarebbe un mondo senza speranza, perché significherebbe la rinunzia alla lotta per fare della Croce la salvezza di un mondo in rovine.

    (”Il Foglio”  8 giugno 2010)









    I seguenti atei scientisti








    Bhisma anonimo ateo ipocrita





    Aqualung anonimo fuffologo





    pope anonimo inqualificabile menzognero





    Una replica del 23 Marzo 2012 a ateoscientista sedicente "superpollo"
    …………….
    > > connessioni logiche? (scrive superpollo) ma sai con chi stai parlando? con uno che ha l'amico
    > immaginario e che si reca periodicamente in un tempio ad adorare un pezzo
    > di pane.



    è brutto non poter dimostrare sperimentalmente nulla di nulla contro l'amico
    immaginario utilizzando le fregnacce darwiniane ab initio  :-))

    http://us.net/life/



    pertanto demente vada ad adorare la merda secca della sua ragion pura



    Cura per l’anonimo satanico malefik





    Cura per altra feccia sedicente kingdementor





    L'anticristiano e falsologo Ernesto

    (probabilmente il piu’ glande scopiazzaincollatore di usenet)



    Dicono in molti di lui.
    Post in it.politica : “Menzogna fresca da aggiungere alla ernestiade” (10/03/2009)

    Il menzognero e diffamatore Maestro di vita Ernesto Sotuttoio do Cazzimiento continua a diffondere le sue volgari bugie partorite dal suo cervello marcio dal quale fuoriescono biliosi liquami saturi di menzogne.

    Questa volta ha accusato il Prof. Mario Baldassarri, collega e amico del suo idolo Prodi, di essere membro della P2.

    Quando gli ho scritto che l'accusa era folle e che il Prof. Baldassari non era nella lista pubblicata dalla commissione parlamentare d'inchiesta e disponibile in rete, il cialtrone ha avuto la faccia tosta di insistere rispondendo che da quella lista mancherebbero 1.650 nomi. Evidentemente questi nomi che mancherebbero sono nella testa marcia del cialtrone ernesto sotuttoio che ci ha infilato il Prof. Baldassarri.

    Le volgari menzogne di questo lercio cialtrone non dovrebbero essere tollerate dalle persone perbene di sinistra che vengono sputtanate da questo povero imbecille che continua a trovare supporters nel branchetto di estremisti che lo corteggiano come lo scienziato che e’ il loro punto di riferimento. Se tale riferimento e’ un arcinoto bugiardo che da oltre 10 anni continua a riempire la rete di bugie e’ evidente che coloro che hanno la faccia tosta di affiancarlo sono della sua stessa pasta.
    ……………..

    Da un post denominato: “Evoluzionismo fa rima con nazismo e gomunismo” del 27/1/2012

    > L'evoluzione (srive Ernesto) non è più una teoria ma  un DATO DI FATTO ACCERTATO IN MODO
    > ASSOLUTO E DEFINITIVO, come il FATTO CHE LA TERRA E' ROTONDA, poi si
    > discutere perchè è leggermente a pera, come si è formata eccetera, ma che
    > sia UNA SFERA E' UN FATTO non più una teoria.
    >
    > IDEM PER L'EVOLUZIONE DELLE SPECIE.
    >
    > La decifrazione dei genomi mostra l'evoluzione in tutti i suoi passaggi e
    > basta GUARDARE per CAPIRE. Che poi orde di imbecilli NON GUARDINO sono
    > affari loro.


    ernè hai vinto 1 milione di dollari senza saperlo ... vai a ritirarlo da questi

    http://us.net/life/  :-))







    pentothal@despammed.com= sklerokagna

    Bestia bestemmiatrice atea anonima ,di lungo corso in usenet che merita esorcismo coatto





    Piergiorgio Odifreddi
    esempio di inquisizione fondamentalista scientista





    Decalogo di mani-polazione



    Il quotidiano cattolico britannico Catholic Herald ha messo in fila alcune delle tendenze più comuni della stampa - della stampa di sinistra, o comunque critica con la religione - nel raccontare le cose che riguardano la Chiesa, e in particolare le iniziative del Papa. Ne è uscito un elenco sarcastico e divertente di consigli al contrario per un ipotetico giovane cronista al suo primo incarico nella copertura di un evento cattolico, un raduno o una visita papale. Una lista di dieci cliché che i media tendono a usare in questi casi.

    1. Per qualsiasi evento a cui partecipa il Papa, gonfia sempre il numero di chi protesta.

    Alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid di quest'anno i manifestanti che partecipavano alle contestazioni erano soltanto lo 0,04 percento dei giovani venuti per vedere il Papa, eppure questo non ha impedito alla BBC di concentrarsi quasi esclusivamente su di loro.

    2. Qualsiasi voce sui possibili disaccordi da parte di politici su una visita del Papa deve essere raccontata come un fatto, come se fosse già accaduto.

    E non correggere la storia se poi viene fuori che solo una piccola parte dei rappresentanti del governo non ha partecipato all'evento.

    3. Usa spesso le parole "divisa" e "divisione".

    Ricorda, le opinioni del Papa sono sempre pericolose e allarmanti. Ci sono un sacco di altri aggettivi poi che puoi usare in modo suggestivo. Il tuo professore di giornalismo ti avrà insegnato a essere cauto con gli aggettivi, ma sicuramente non stava parlando delle cronache religiose. Prendi spunto da questo attacco della Reuters.

    4. Prendi in giro e svaluta la posizione della Chiesa sulle questioni morali definendola "la politica della Chiesa".

    Ricordati di dire che la Chiesa ha delle "politiche" su questo o su quello, come nel caso di un qualsiasi governo, e quindi queste politiche potrebbero essere cambiate da un momento all'altro.

    5. Assicurati di far notare come la morale cattolica contrasti con la morale dei nostri tempi.
    Che si tratti di contraccezione, cambiamento climatico o immigrazione.

    6. Non affidarti solo alle tensioni percepite ma cerca di fomentare lo scontento cercando su Google quante più storie negative riesci a trovare sulla Chiesa.

    7. Se non hai tempo per approfondire il senso di alcuni dei passaggi più significativi del Papa, dì semplicemente che il discorso «ha virato verso il tono accademico».

    Nessuno potrà darti la colpa e in più darai l'impressione che il Papa è un oratore noioso.

    8. Raccogliere dichiarazioni è molto difficile.

    La regola comunque è non raccogliere mai dichiarazioni dai fedeli, ma solo da chi protesta.

    9. Se possibile, usa foto con il Papa di schiena.

    Sono fantastiche perché implicano che è isolato e impopolare. Non lasciarti convincere dalle testimonianze che lo descrivono come una persona energica e circondata da migliaia di sostenitori.

    10. Infine, più importante di tutti, usa liberamente Adolf Hitler.

    Nessuna cronaca di Benedetto XVI o della Chiesa Cattolica è completa se manca un collegamento ai nazisti, specialmente il fatto che il Papa fosse stato un membro della Gioventù hitleriana. Non perdere tempo a leggere le sue dichiarazioni in proposito o a chiedere a qualcuno che conosca bene la storia di quel periodo. Potresti scoprire che Ratzinger era un giovane che malvolentieri entrò a far parte di quel gruppo in un periodo in cui tutti i giovani erano costretti a far parte di qualche organizzazione statale. Ricordati soltanto che ne faceva parte. Se riesci a nominare Hitler e i nazisti nello stesso paragrafo, ottieni un bonus.

    fonte : catholicherald.co.uk

    http://costanzamiriano.wordpress.com/2011/09/30/decalogo-di-mani-polazione/





    Sklerokagna

    Sklerokagna = 40tude.net...

    Bestia blasfema anonima smascherata e perculata completamente dall’asps da diversi mesi nelle procedure di riciclo delle sue denominazioni .
    E’ completamente idrofobo e il nome sklerokagna e’ completamente attinente .
    Come altri in passato l’idrofobo skerokagna, si spaccia dal 18 Marzo 2009 per asps , al fine di una comica diffamazione.
    Usa ,dal luogo ove posta, imitazioni fasulle degli header di asps sperando che qualcuno abbocchi .
    Eccone un comico esempio in uno dei suoi farneticanti post (20 Marzo 2009 in ICR) a nome “asps” dal titolo:
    “Il papa bruciato vivo nella papamobile!!!”
      "asps" ha scritto nel messaggio news:1ut0kccgjmftt.1vaeveksc8ygn$.dlg@40tude.net...
      E’ riconoscibile per la falsificazione “40tude.net”
    invece di “news.tiscali.it” .
    .


    Notare che sklerokagna in diversi post augura a Papa Ratzinger anche la morte e per questo e’ stato avvertito circa una possibile denuncia come istigatore di attentati al Papa.
    A tal fine si sta provvedendo a raccogliere documentazione in usenet da spedire alle forze dell’ordine.




    Appestava e appesta in modo parossistico principalmente i newsgroup di it.politica , it.cultura.religioni, it.cultura.ateismo.
    E cambia nickname continuamente, sia perche’ finisce nei killfile alle prime bestemmie e oscenita’ sul Papa e la Chiesa Cattolica, sia per diffamare chi ne denuncia in rete le bestialita’ e le falsificazioni.




    L'ultimo riciclo di skerokagna al 4 Dicembre 2008 era “il Superiore”.
    Il 3 Dicembre 2008 era contestualmente “Perquoter”, “Dominus” e “Dwight” (vomitatosi nei ng il 21 Novembre 2008).
    Il 17 Novembre 2008 era riKagna "Hurricane Joe".
    Il 7 Novembre 2008 era “Rey”.
    Prima ancora "klerokane" e "antipapa”.

    Al 17 Marzo 2009 è diventato il fake di “Osservatore1929” mentre il giorno stesso era ancora “Matteo del Giusto”.



    Dai modi comportamentali ed espressivi assomiglia abbastanza al logorroico monomaniacale estremista ateoscientista gomunista sedicente Pentotal, che come Sklerokagna ha seri problemi di emorroidi :-) .

    E’ comunque difeso e apprezzato nei ng da un non esiguo numero di bestemmiatori atei suoi sodali e compari di merende.
    Dal 24 Dicembre 2008 al 24 Gennaio 2009 , a seguito di denuncia da altro utente, il suddetto e’ stato zittito. Probabilmente perche’ sono arrivati gli angeli sterminatori.
    Unico dettaglio che non tornava era che invece di essere vestiti di bianco erano in nero [carabinieri] :-)
    In data 4 Febbraio 2009 , dopo la mordacchia conseguente le denunce da parte di diversi utenti di usenet, gli hanno ridato l’account e e’ riapparso con il nickname "The Mailman" klsd6474rjjd@kdofuuto.org .
    Cambia al solito nickname ogni due tre giorni e intasa i killfile.


    Le sue diffamazioni , farneticazioni e idiozie sono tali che danneggia piu’ gli ateiscientisti che la Chiesa Cattolica.

    Ultimamente (Marzo 2009) la sua pazzia e’ tale che si proclama comicamente PADRONE degli ng che intasa. :-)

    Al 15 Aprile 2009 da diversi giorni si qualifica ridicolmente come “Anonymous” :-)
    Si consiglia di plonkarlo appena appare in usenet , dato che il lezzo dei suoi escrementi mentali e’ inconfondibile.
    Sklerokagna e’ la dimostrazione dell’esistenza di satana anche in usenet e quindi va tenuto in perenne esorcismo coatto

    Con sklerokagna l’esorcismo o la polizia postale sembra funzionare dato che al 25/09/2009 e’ scomparso con le sue infamie bestemmiatrici da alcuni mesi!





    Somari sui machu picciu lunari

    balla spaziale ispirata da

    Bruno Moretti




    Sabina Guzzanti









    HAL 9000

    HAL 9000



    Sentendosi identificato nei suoi ricicli da circa il 22 Febbraio 2010 HALL9000 è diventato "HAL 9000"

    prima era

    HALL9000

    HALL9000





    HALL9000 anonimo e demente bestemmiatore , che ha cambiato nickname verso il 15 febbraio 2010 perchè esibito nell’url dell’asps nei suoi debosciamenti.
    Prima era comicamente HAL9000 .
    Appena si accorgerà di essere stato nuovamente inchiodato si riciclerà nuovamente.
    Prima ancora si riciclava pure come Manfred de la Rey
    Come altri atei attira su di se il male attraverso le offese delle bestemmie.






    In una parte della “Grande crociata antiblasfema” è scritto che Padre Pio diceva: "La bestemmia attira la maledizione di Dio sulla tua casa ed è la via più sicura per andare all'inferno". Il Santo curato d'Ars, S. Giovanni Maria Vianney, affermava:" Se la bestemmia regna nella vostra casa, tutto andrà in rovina". S. Giovanni Crisostomo asseriva: "Per la bestemmia vengono sulla Terra le guerre, le carestie, i terremoti, le pestilenze. Il bestemmiatore attira il castigo di Dio su se stesso, sulla sua famiglia e sulla società". Dio, per la bestemmia, spesso punisce gli uomini in generale, ma a volte punisce anche il singolo in particolare. Pur se nel corso della vita ci sono dei bestemmiatori che non vengono puniti dalla giustizia di Dio, alla fine della vita nessuno sfuggirà alla sua sentenza. Paolo infatti dice: "Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato" (Gai. 6,7).









    Manfred

    Manfred

    Manfred De La Rey idiota subumano e ateo bestemmiatore farneticante ovviamente anonimo. .
    Si spaccia anche come HAL9000.
    I sign che usa con i suoi nickname manifestano acuti problemi di sconforto causa abbandono ripetuto da parte di esseri sicuramente vestiti da donna.
    Il sign di Manfred De La Rey in uso al 26/12/2009 “La morosa non è come la bicicletta; se te la guzzano non te ne accorgi”, in base ai suoi post in usenet si dovrebbe cambiare con questo:
    Il cervello di Manfred De La Rey non è come la bicicletta; glielo hanno tolto e non se ne è accorto.
    Poiché l’assenza di corteccia celebrale lo porta periodicamente e ossessivamente a ripetere le stesse merdate demenziali sulla pnn (argomento estraneo a alcuni ng che frequenta) sistematicamente gli vanno rispedite le stesse repliche


    De La Rey ingegnere ateoscientista è da esorcismo coatto









    Ukar

    Ukar

    del circo di satana e sedicente : non credente, relativista e liberale

    Oltre che ateoscientista compiaciuto delle sue beatitudini da debosciato

    è incredibilmente  incompetente e falsario dal punto di vista fisico.

    Ecco un reply del 18 Marzo 2009 in ICR ,a una sua fregnaccia ,che ovviamente

    non ha avuto risposta adeguata

     

    > D'accordo che da uno che ha scoperto il IV principio della

    > termodinamica (latra il sedicente Ukar)

     

    termodinamica (?!) [L’ha scambiata per “dinamica” per chi non l’avesse capito)]

    ......

    se mi dice dove sta scritto nella nostra url www.asps.it

     

    >ci si può aspettare di tutto,

     

    è purtroppo da bestie false come voi che ci si può aspettare di tutto

    .....

    su buffone dica dove sta scritto e non devii il discorso con le solite

    cazzate

     

    SU CIARLATANO

    NON CI VUOLE MOLTO

    BASTA FAR VEDERE CHE QUESTA FREGNACCIA E' STATA DETTA DA ME!





    Fulmo

    Fulmo

    scientista anticattolico





    Luca Fraggante ( Hack fan)





    Margherita Hack



    Il cosmo e' l'impronta di Cristo
    e non lo avranno mai atei come la M.Hack




    David Scott, prima di ripartire per la Terra, depose con cura sul suolo lunare una piccola Bibbia



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    Udienza del 14 gennaio 2009 di Papa Benedetto XVI

    «Il cosmo è l'impronta di Cristo»

     

    ……………

    Per il mondo pagano, che credeva in un mondo pieno di spiriti, in gran parte

    pericolosi e contro i quali bisognava difendersi, appariva come una vera

    liberazione l'annuncio che Cristo era il solo vincitore e che chi era con

    Cristo non aveva da temere nessuno. Lo stesso vale anche per il paganesimo

    di oggi, poiché anche gli attuali seguaci di simili ideologie vedono il

    mondo pieno di poteri pericolosi. A costoro occorre annunciare che Cristo è

    il vincitore, così che chi è con Cristo, chi resta unito a Lui, non deve

    temere niente e nessuno. Mi sembra che questo sia importante anche per noi,

    che dobbiamo imparare a far fronte a tutte le paure, perchè Lui è sopra ogni

    dominazione, è il vero Signore del mondo.





     

    Addirittura il cosmo intero è sottoposto a Lui, e a Lui converge come al

    proprio capo. Sono celebri le parole della Lettera agli Efesini, che parla

    del progetto di Dio di "ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del

    cielo e quelle della terra" (1,10). Analogamente nella Lettera ai Colossesi

    si legge che "per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle nei

    cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili" (1,16) e

    che "con il sangue della sua croce ... ha rappacificato le cose che stanno

    sulla terra e quelle nei cieli" (1,20). Quindi non c'è, da una parte, il

    grande mondo materiale e dall'altra questa piccola realtà della storia della

    nostra terra, il mondo delle persone: tutto è uno in Cristo. Egli è il capo

    del cosmo; anche il cosmo è creato da Lui, è creato per noi in quanto siamo

    uniti a Lui.

    ………………..

     

     

    ################
















    #####################

     

    Come la feccia ateoscientista trasforma in troll chiunque si oppone ad essa

     

    (Pubblicato da E.Ottone in data 3 sett. 2012 in usenet)

     

    How to Make Anybody Look Like a Crackpot (even someone who
    isn't)

      I don't post this to help those who like to qualify people as crackpots,
      but to support their targets. It is good for us to keep a heightened
      awareness of their character and methods, and, consequently, how little
      credibility ought to be attached to their judgements.
     
      Such methods are used by the lesser scientists, who are followers only,
      and not real scientists, in that they are not original thinkers, are not
      truth seekers, and do not have a will and instinct to recognise truth
      wherever it may be found, before it is formally established and proven.
      Real scientists are persons who are able to do these things. The
      followers cannot adopt anything new until some major figure has said
      something in favour of it. When this person is followed by a chorus of
      approval from others, then all the followers simply nod their heads and
      fall into line. In the normal situation they regard accepted theory as
      dogma, overconfirmed by a priesthood acting as an authority.  The
      resulting sense of certainty enables them to concentrate all their
      attention on the methodology that will be able to discredit and brand
      anyone a crackpot who shows any dissent of any kind.
     
      Such persons form an orthodox rabble, which is populated by modern males
      of the worst kind - rabidly competitive triumphalists, reminiscent of
      those tiresome screaming 'champions' that are so often inflicted on us
      via the tv screen. Such people are the least interesting of beings, and
     
    a fundamental requirement for any utopia or paradise to exist would be a
      guarantee of never again having to have the misfortune to encounter such
      a type of person.
     
      It is a great scandal, however, that an arena supposedly devoted to the
      noble task of investigating objective truth should have fallen into the
      hands of such a gang of triumphalist degenerates.
     
      The following is a description of the kinds of triumphalist rules we can
      see being implemented by such persons every day on science ngs, when
      dealing with anyone who has the temerity to disagree with them
     
      Rule 1: Never concede anything positive to the person, or make any
      positive remarks of any kind. All remarks must amount to negative
      assertions only. If they say something true, ignore it, and look for
      something that is easier to criticise.
     
      Rule 2: Make them answer questions. When they answer, ignore their
      answers, or declare them to be unclear, and ask them more questions.
      Never be satisfied with what they say. Never concede anything, however
      small.
     
      Rule 3: If they use terminology, refine and narrow the terminology to
      the maximum extent possible. This will help to create an impression of
      aberrations in their use of it, and provide the opportunity to make them
      appear not to understand any of it. Don't validate any item of language
      they may use. React to everything as if it is confused and cannot be
      understood.
     
      Rule 4: Characterise all their assertions as guesswork or badly prepared
      fantasies of what they would like reality to be. This will make it
      appear that reality itself is, as it were, on your side, and certainly
      not on theirs.
     
      Rule 5: Never recognise or discuss anything as an original or
      alternative idea. ALWAYS characterise any such idea as ignorance,
      laziness, incompetence, or failure to learn.
     
      Rule 7: Always play the role of an examiner and teacher, not a debater.
      Make it appear everyone has come out of need of recognition, assessment,
      and correction by your supreme competence, which should play a role
      equivalent to that of infallibility. Never descend to the level of
      debate or discussion. Characterise everything said only as competent or
      incompetent, and focus only what you can portray as incompetent.
     
      Rule 8: If anyone does come up with a difficult argument, don't even
      think about it. You are here to triumph over them, not debate with them.
      Either ignore it, or call it ignorant and incompetent. That is always an
      easy and unanswerable assertion where persons of no status are
      concerned.
     
      Rule 9: Always keep recommending that they undertake some basic studies
      of the matter. This will create the appearance that they don't
      understand and haven't studied any part of what they discuss. It will
      thus give them the appearances of novices who know nothing, and speak
      before they have made any proper attempt to learn anything.
     
      Rule 10: No matter what they may have said in the past, always go back
      to the beginning, and speak as if they have never yet said anything at
      all. In this way, always endeavour to bring them back to a starting
      line, so that they can never appear to make any progress away from it.
     
      A LITTLE ADVICE FOR THE INTENDED TARGETS
     
      The above methodology is a tactic for preventing or neutralising dissent
      by anyone who has not received an imprimatur to dissent in an official,
      sanctioned way.
     
      One clearly cannot reply to such methodology of orthodox triumphalists
      in any expectation of changing their minds. The methodology has only the
      superficial appearance of debate, but is anything but a simple exchange
      of views.
     
      Replies to their 'comments', however, can be worth while, in that they
      can be given an entirely different purpose.
     
      If you are a seeker of truth,  and have something to say, the task is
      simply to publish what you have to say. Nothing more is possible.
      Everything beyond this depends on the reactions of others, which they
      alone can determine.
     
      Answering the hostile commentary of orthodox triumphalists, therefore,
      can have the benefit of giving you an occasion to publish additional
      explanations of what your argument is. It also serves to keep a thread
      going longer, and provides an increased opportunity for it to be read by
      any actual, objective seekers of truth who may be passing by.

     

     

    #############################






    Atei contro Papa Ratzinger











    "Occorre dare battaglia perche’ Dio doni la vittoria" Giovanna D'Arco



    UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

    Il diavolo fa le pentole UAAR ma non i coperchi IGP :-)))





    Sign for Appello a sostegno del Pontefice Romano





    Immagine comparativa dedicata agli atei che pretendono che l'Impronunciabile ,Signore dello Spazio Cosmico, risponda alle loro blasfemie e/o abbia le prerogative mentali dell’insignificante e ridicola logica scientista!




    Primo elenco truppe cammellate





    Basta vedere le proporzioni della Terra con quelle della creazione di altre stelle e altri mondi, solo per adorare la potenza Impronunciabile.
    Sia lodato Gesu’ Cristo.









    Noi Cattolici

    Noi Cattolici siamo terribili da vivi e terribili da morti

     

    Tratto da:

    "donquixote" <donquixote@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio news:4b45193f$0$1120$4fafbaef@reader3.news.tin.it...

    Post de  7 Gennaio 2010   “Noi cattolici siamo terribili-Rosaria d'Asinalonga:peggio di un comunista c'è solo un cattocomunista

     

    Vandeano2005


    La fierezza di essere cattolici

    «L'aventure la plus belle du monde c'est la nôtre!», dicevano
    i cavalieri templari.


    …………..
    …………..

    "Noi cattolici siamo terribili da vivi e terribili da morti.


    Vivi, noi siamo la Chiesa, che Dio stesso aduna e vivifica
    nel trionfo, che non può mancare.


    Morti, noi siamo nella Comunione dei Santi, partecipiamo
    al trionfo della Chiesa, lo comunichiamo, lo facilitiamo
    ai fratelli, ancora viatori, e specie a quelli che ci erano più cari.

    E' una potenza davvero terribile nel grado supelativo e assoluto
    che noi contrapponiamo al male, una potenza immensa,
    come la terra e i cieli, profonda come l'eternità, onnipotente
    come Dio.
    Quando il nemico ci contesta le aule, le vie, e persino la luce,
    ecco le Catacombe, la notte, il martirio, e poi l'aurora, il trionfo.
    Quando il nemico ci sega la gola e ci consuma con le fiamme,
    ecco che la nostra anima gli sfugge, e non gli rimane che un cadavere,
    su cui si gettano le aquile di Dio a ristorarsi, mentre dalla terra
    profuma il sangue in grido di vendetta, e dai cieli risponde
    il Dio delle Vittorie, giocondato da un altro fedele campione.
    Ma più spesso, la nostra piccola destra, la nostra breve armatura
    è il pugno, è il vincastro, è la fionda di David, la nostra spada
    è quella di Gedeone, il nostro impeto ha la furia dei Maccabei,
    la nostra azione ha l'efficacia degli Apostoli a Pentecoste,
    il nostro Papa ha il gesto trionfale di Pietro, di Lino, dei 40
    Pontefici martiri, di Leone Magno al Trasimeno, di Gregorio
    a Canossa, di Giulio a Mirandola, di Pio VII a Fontainebleau,
    di Pio IX, sul portone di bronzo che si chiude dinanzi alla loro
    Augusta Persona, perchè si spalanchi verso tutti i popoli pellegrini,
    volti a venerare la sacrosanta e intangibile Maestà del Papa!
    E le nostre armi sono pure le preghiere,
    e le nostre armature i Sacramenti:
    si Deus pro nobis, quis contra nos?
    Noi cristiani cattolici siamo terribili, terribili da vivi
    e terribili da morti, poichè dal nostro sangue germogliano
    a mille nuovi difensori della nostra divina religione.
    Con la croce sulle spalle abbiamo percorso la terra,
    e portata ovunque la luce del Vangelo, e piantata la Civiltà;
    con la croce sulle spalle continueremo la nostra opera santa,
    la quale sarà compiuta quando saranno compiuti i secoli
    dell'umanità, con un trionfo eterno e con un canto eterno
    a gloria di Dio nell'alto dei cieli."





    Sancte Michael Archangele,
    defende nos in proelio;
    contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
    Imperet illi Deus,
    supplices deprecamur: tuque,
    Princeps militiae caelestis,
    Satanam aliosque spiritus malignos,
    qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
    divina virtute in infernum detrude.

    Amen.











    Può darsi che nel terzo millennio il Vaticano abbia bisogno di contiguità con una milizia celeste non al suo servizio







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