Diceva Valter Moretti nel Novembre 1997 circa la PNN:

“…..Quindi e` anche  possibile che voi abbiate ragione e che  le varie

  teorie in contrasto con la vostra abbiano torto….”

 

 

 

Da Nova Astronautica Vol.17 n.74 Ott.Nov.Dic. 1997 pag.38-44

 

 

L’IPOTESI  DI VELOCITA’ IPER LUCE PER IL DISPOSITIVO OPERATIVO DI POTENZA DI SC23, E  DISCUSSIONI  SU  INTERNET

 

                                                                                                                                    E. Laureti

 

La PNN , prodotta a regime costante, si presenta come  un criterio di propulsione determinato, in prima analisi, da una impostazione fisica differente.

In questa prospettiva le trasformazioni di coordinate dovranno essere soggette a qualcosa solo parzialmente associabile a quanto conosciuto in precedenza.

Ipotizzeremo ora a quali trasformazioni di coordinate, non Relativistiche ne Classiche ,ne Quantistiche (chiameremo la fisica Relativistica, Classica e Quantistica : fisica RCQ) può andare soggetto un mobile PNN in regime di funzionamento PNN stazionario. La fisica determinata dalla RCQ è; purtroppo in pratica un sistema di confinamento, che impedisce, date le limitazioni al superamento della velocità della luce, ogni collegamento interstellare in tempi brevi. Per la fisica RCQ è; impossibile che un sistema chiuso e isolato possa produrre una risultante di forze interne diverse da zero. è; proprio la possibilità di generare una risultante di forze non nulla dall'interno di un sistema stesso ,che cambia la situazione fisica e quindi la metodologia delle trasformazioni di coordinate proprie della fisica RCQ.

Il sistema PNN, funzionante a regime e che non propelle a causa di forze esterne ,ha ovviamente un lavoro nullo fatto dalle stesse. Essendo isolato, e non espellendo massa di reazione, in qualunque istante ,la sua energia totale, si deve conservare.

Così , qualunque velocità acquisisca, essa deve essere tale da mantenere l'energia totale costante ,e dunque la massa deve diminuire all'aumentare della velocità PNN.

Questo purtroppo è; l'esatto opposto della fisica relativistica.

E’ pertanto, a mio parere,  solo attraverso il "grimaldello" della risultante di forza interna diversa da zero che si può evitare l'incremento di energia con l'aumento di velocità, e "aggirare" senza  contraddire gli assiomi della dinamica relativistica (sperimentalmente accertati).

 

Un dispositivo fisico che riesca a riprodurre a regime risultante interna di forze non nulla, potrebbe impostare la legge del moto sotto (o entro) le seguenti due "estreme prospettive".

La generazione di una semplice accelerazione o di una "accelerazione sulla propria accelerazione" in  tutti i sistemi di riferimento in cui il mobile PNN nell'evoluzione temporale si verrebbe a trovare, può  essere vista dal Riferimento delle Stelle Fisse (RSF) in un doppia possibilità , ovvero si postula che ci possano essere , SEMPRE IN TEORIA, in termini quantitativi, due casi limiti di legge del moto.

 

IPOTESI QUADRATICA PER LO SPOSTAMENTO

Il RSF "vede" il mobile PNN in ogni istante temporale t con accelerazione costante Ao.

Definiti s(t) spostamento , v(t) velocità e a(t) accelerazione in funzione del tempo t, e Ro, Vo, Ao rispettivamente posizione , velocità e accelerazione al tempo t=0 si avrebbe:

 

v(t) = Vo + Ao t

e

s(t) = Ro + Vo t + .5 Ao t^2

 

In questa ipotesi minima la velocità della luce sarebbe raggiunta in circa 347 giorni con Ao=10 m/sec^2 e Vo = 0 .

 

IPOTESI ESPONENZIALE PER LO SPOSTAMENTO

Mentre un'altra ipotesi di legge del moto deriva dalla possibilità che il sistema PNN acceleri sulla sua accelerazione in modo esponenziale ,in tutti i sistemi di riferimento Tale dinamica comporta che se esso ha all'istante t1 accelerazione A, avrà all'istante t2 accelerazione 2A, all'istante t3 accelerazione 4A, all'istante t4 accelerazione 8A, in pratica un aumento esponenziale del tipo : A*2^(t/D) e (D=1sec).

Questa impostazione offrirebbe ulteriore significato a una legge del moto derivante dall'ipotesi che la variazione di velocità debba essere, per il riferimento delle stelle fisse RSF , proporzionale alla variazione di accelerazione a(t), a meno di una costante D:

 

dv(t)/dt = D d a(t)/dt

 

che condurrebbe alla legge del moto inerziale ed esponenziale per lo spostamento s(t) :

 

s(t) = (Ro - Ao D^2) + (Vo - Ao D) t + Ao D^2 e^(t/D)

 

dove Ro, Vo, Ao sono rispettivamente posizione , velocità e accelerazione al tempo t=0.

 

La velocità inerziale sarebbe ancora:

 

v(t) = Vo - Ao D + Ao D e^(t/D)

 

e la velocità della luce verrebbe raggiunta molto prima. Una applicazione della velocità esponenziale v(t) per Ao=1 m/sec^2 , D=1sec e Vo = Ao D ,ci dice che la velocità della luce è; raggiungibile in circa 19, 52 sec e che la velocità di 10 volte la velocità della luce è; raggiungibile in circa 21,82  secondi.

 

CONCLUSIONI

Nei due casi "estremi" sopra descritti ,per mantenere costante l'energia totale del mobile PNN, la massa dello stesso deve diminuire all'aumentare della velocità PNN, e in decelerazione viceversa la massa deve aumentare .

Le eventuali due leggi del moto, quella derivante dalla velocità inerziale lineare e quella derivante dalla velocità inerziale esponenziale,non sarebbero in contraddizione con la fisica RCQ (Relativistic Classic and Quanta) perché esse non contestano i presupposti (forze sempre "esterne") con le quali la fisica RCQ è; costruita.

Il termine "inerziale" riferito a velocità ed accelerazione,si concepisce sempre in modo che l'energia totale deve essere sempre conservata ovvero è; una costante del moto.

E’ implicito in quanto esposto che il sistema PNN determinante i due estremi di dinamica sopra esposti,deve funzionare a regime, come deve funzionare il DOP di SC23.

 

 

ALCUNE DISCUSSIONI SU INTERNET

L’aver soltanto proposto come  “discussione ipotetica” , nel Web dell’ASPS : http://www.mywebpages.com/asps , che il DOP di SC23 potesse superare la velocità della luce ha scatenato la potente e feroce (nella maggior parte dei casi)  reazione dei relativisti che , tra vari improperi (principalmente quelli italiani ) ci hanno accusato , senza minimo discernimento ( ovvero: andare a vedere bene quello che si propone!) di “lesa relatività”. L’aver impostato a livello teorico nei Newsgroups esteri,  una discussione basata su questi tre postulati:

1) The Action Reaction Principle can be violated : i.e. acceleration of a closed and isolated   PNN system without external forces and by a not zero resulting internal force.

2) The total energy and momentum of the system under the state described in 1) is constant.

3) Light velocity is constant in all reference systems.

ha generato nei reply problemi generali di  “violata covarianza” in riferimento alla teoria della relatività ed anche  di violata conservazione dell’energia , se implicitamente si assume che la massa (più semplicemente), o altre osservabili energetiche, siano costanti del moto.

 

Ora il sottoscritto non si  sarebbe avventurato nel campo mai approfondito della teoria della relatività, se non si fosse generata  la seguente situazione sperimentale: SC23 produce una risultante di forza intena non nulla, “non stazionaria”, e quel che peggio, è praticamente impossibile  “controllare attualmente”  (Novembre 1997) gli aumenti di temperatura del sistema.

Quando il  DOP di SC23 risolverà i due problemi suddetti , il suo stato dinamico potrà , secondo la mia valutazione, oscillare tra  due ipotesi estreme: IPOTESI QUADRATICA PER LO SPOSTAMENTO, oppure IPOTESI ESPONENZIALE PER LO SPOSTAMENTO, come illustrato precedentemente.

 

Pertanto, una delle  “accuse metafisiche “  (perchè precedenti alla descrizione del funzionamento sperimentale di SC23), che si rivolgono alla possibilità di generare una risultante non nulla per le forze interne è  legata  alla paranoia secolare del  “Moto Perpetuo” , ovvero al fatto che si presume ( o si vuole far credere) che tale paranoia appartenga all’ASPS!

Cioè che la  PNN debba necessariamente violare il principio di conservazione dell’energia (tanto per cominciare questa è stata una delle prime accuse sui Newsgroup esteri).

Se si dice    “COMUNQUE”  che  bisognerà compiere lavoro interno per generare tale risultante non nulla, ai critici non importa identicamente nulla. La risultante di forza interna non deve e non può esistere. E quì si può e si deve acconsentire . Infatti nel quadro RCQ (Relativistico, Classico, Quantistico) ,  non si sono mai ipotizzate situazioni del genere, anche se c’è qualcosa riguardo a “violazioni temporanee” dell’energia e del momento in ambito quantistico.

Nei due casi estremi di dinamica PNN in precedenza descritta, per mantenere costante l'energia totale del mobile PNN (e anche l’impulso classico) ,  si è ipotizzato che la MASSA del PNN mobile (nel riferimento delle stelle fisse), potesse  DIMINUIRE all'aumentare della velocità PNN, e ,al contrario , AUMENTARE nuovamente, quando la velocità PNN diminuisce.

E questa sarebbe  una super eresia se venisse introdotta in ambito RCQ.

La sostanza è che il sottoscritto NON  HA MAI CHIESTO, di alterare  il quadro RCQ.

Purtroppo se si propone la duplice variazione di massa per il mobile PNN, pur fuori dal quadro RCQ , i relativisti dicono subito (nella valutazione più approfondita e più educata)   che la proposta “ NON E’ COMUNQUE COVARIANTE” ,pur  con i seguenti 3  postulati (precedentementi formulati in inglese):

 

1) Un sistema PNN chiuso e isolato  può generare una forza risultante interna non nulla

 

2) L’energia e la Quantità di Moto del sistema sotto dinamica PNN si conservno

 

3) La velocità della luce è costante in tutti i sistemi di riferimento

 

# Nota: Il punto 3) non esclude che la “massa” possa andare a velocià iper c.#

Non dimentichiamo che nel 1930 Einstein cercò di confutare, senza riuscirci il “Principio di Indeterminazione” di Heisenberg, e che Bohr dimostrò che si sbagliava.  Evidentemente , il Principio di Covarianza, presenta qualche problema nell’ambito della Teoria dei Quanta.

Forse NON tutti i sistemi di coordinate ,comunque in moto (nel caso specifico quelli  di dimensione atomica), sono covarianti .

Dunque, nonostante  il fatto che  è comunemente accertato e sperimentato, che la Relatività Generale  non è corretta alle  scale atomiche (scala di Planck), cioè che  non va d’accordo con la meccanica quantistica , non si può comprendere  perchè la “metafisica della covarianza” (non verificata già su scala atomica!) debba condizionare pregiudizialmente uno stato fisico diverso (la dinamica PNN), ovvero perchè non sia  possibile avanzare modelli matematici congrui (come si fa “almeno” in cosmologia) con il fatto che se esiste un sistema in grado di generare in “modo stazionario” una risultante di forze interne non nulla , tale fatto  possa rispettare  pure  i principi di conservazione  dell’energia e della quantità di moto.

Cioè ho chiesto ripetutamente in varii modi in vari NG (NewsGroup) , con quale pretesa la “metafisica della covarianza” potesse presentarsi coerentemente a discutere di ciò che è fuori dalla situazione fisica da cui è stata generata , in cui non era possibile “violare”  (l’ASPS dice “aggirare” e la cosa è ben diversa) in alcun modo il principio di azione e razione newtoniano.

Inutile dire il vespaio che si è creato nell’NG italiano “it.scienza”. L’aver riportato un articolo abbastanza critico di Roberto Monti riguardo gli accadimenti sperimentali e la genesi storica della teoria  della relatività (“Relatività Addio” , FRIGIDAIRE, Febbraio-Marzo 1988), nel Topic del nostro Web “Quale Fisica per il Prossimo millennio”, ha provocato ulteriori e più feroci accuse.

Addirittura un ex-socio (Goffredo Pierpaoli) , sempre pronto a critiche di tutti i tipi, per quasi ogni post fatto  dall’ASPS  sui NG, ci ha accusato ,addirittura, di collusione con le “fusioni fredde” , a base di “crusca”, di Montiana memoria.   Il Pierpaoli  infatti ha scritto in it.scienza:

             

                                                 *****************

 

Subject:      Re: Relatività Addio ( II parte)

From:         gofpierpaoli@email.telpress.it (Goffredo Pierpaoli)

Date:         1997/11/21

Message-ID:   <3475f370.2349160@news.vol.it>

Newsgroups:   it.scienza

...........  omissis ...........

Scusa, ma perche' anziche' riversare sul NG certe coglionate, non ci illustri la posizione eccellente dell'autore (Roberto Monti n.d.r.) di cui sopra ... circa le "trasmutazioni atomiche" e le "fusioni fredde" a base di CRUSCA? O gia' te le sei dimenticate? Oppure quelle secondo cui la velocita' della luce, a seconda dell'umore dello sperimentatore di turno o di come ci sia comportati durante la notte (mah! diciamo anche di come meglio aggrada a Dio ...) ... cambia da valori molto bassi a quelli molto ma molto alti, tanto e' che la famosa misura di c=300.000 Km/sec *significa* che TUTTI i FISICI (sperimantali) del mondo giocano solo a dar retta al "maestro" (dicasi A. Einstein) o a sostenere un'impossibile truffa "relativistica"?

...........omissis...............

 

Ciao : Sir. Goffredo Pierpaoli

 

                                                   ******************

 

A tali accuse pretestuose e campate in aria ho dovuto rispondere in un reply a Valter Moretti (l’unico e, per inciso più valido “relativista”, con cui si può colloquiare serenamente).

 

                                                   *******************

 

Da: ASPS <md1175@mclink.it

Newgroup: it.scienza

Oggetto: Alcune risposte a Moretti

Data: domenica 23 Novembre 1997 11.01

Subject: Alcune  risposte a Moretti

 

Egr. Moretti

Vorrei ritornare al discorso originario se possibile, perchè come al solito  le discussioni sull’ASPS , sul sottoscritto , su vari ASPS  argomenti tendono a (de)generare  (ne)i più svariati commenti e a dirigersi al di fuori delle argomentazioni primarie.

Intanto vorrei dare delle informazioni sulle relazioni passate ASPS - Roberto Monti, anche se al solito verranno malignate e opportunamente ri(dis)informate.

Il dr.Monti ( Ricercatore bolognese (TESRE- CNR) molto simpatico) , non è nuovo a un certo folklore emiliano e “ironia” nella ricostruzione storica (e non solo storica!) di alcuni eventi fisici. Chiaramente ciò gli ha causato diversi guai con le rappresentanze accademiche (debitamente documentate  su NOVA ASTRONAUTICA Vol.11 n.49 pag.39-40) . Il che potrebbe far pensare che all’ASPS va bene tutto quello che il Monti dice o paventa  di aver fatto. Basterebbe leggere l’articolo del Vol. 12  n.54 , 1992 pp.1-16  : “Affaire Roberto Monti, ovvero, Montiade” (Sottotitoli: “ trasmutà” di P. Diodati ; “Bananas” di E. Laureti) in cui si criticano (in tempi non sospetti e ci sono pure le videoregistrazioni!) le “incredibili e risibili metodologie sperimentali” del Monti, che hanno condotto a un discredito pressoché totale della “Fusione Fredda” in Italia.

Questo per puntualizzare e far capire a chi non vuole ascoltare solo la Pierpaoli-campana.

A proposito di Pierpaoli, perchè non vi andate a leggere: “Modelli di Elettrodinamica e Relatività basati su una ipotesi di NON COSTANZA della velocità della luce”  di G. Pierpaoli (te quoque Pierpaoli !), il quale,” tra l’altro”,  dice.......Così facendo risulta non più valido (sic!) il postulato di costanza della velocità della luce , sul quale è fondata  la teoria della Relatività Speciale di A. Einstein (sarà lo stesso?)......pp.157-171, in : Atti del Convegno Internazionale “Quale Fisica per il 2000?” Ischia 1991 (Soc. Ed. Andromeda, via S. Allende 1, 40139 Bologna). A proposito, negli Atti del Convegno, oltre agli “osceni articoli dell’ASPS” ,  c’è anche un articolo di Monti con molta bibliografia: R.A.Monti, “Theory of Relativity: A Critical Analisys” pp.122-138.

.........omissis..........

Ritornando al suo articlo (di Monti)“Relatività Addio”, che suscita tante polemiche, pur non essendo in accordo su vari argomenti trattati dal Monti ,lo trovo interessante per alcune precisazioni storiche (che spero di webbizzare non appena possibile) , specialmente quelle relative a , Sagnac, Nernst , Hubble e al “red-shift” di Einstein ,quando ,da fautore dell’Universo Stazionario, passò nel campo degli Espansionisti.

In conclusione, lasciatemi finire di webbizzare l’articolo di Monti, e poi sparate, se vi piace, nel mucchio. Attenti però a non beccare Einstein (sarebbe un caso di “fuoco - amico”).

..........omissis...........

                                                               ***************

 

Il suddetto Moretti nel reply ,alla parte di suo interesse, del messaggio precedente,  non nega almeno la  possibilità (e sottolineo POSSIBILITA’ , per non essere accusato di “utilizzare” il Moretti) che la teoria PNN basata sui tre assiomi precedenti, possa essere nel giusto:

 

                                                               ***************

 

Subject:      Re: Alcune risposte a Moretti

From:         Valter Moretti <moretti@ectstar.ect.unitn.it>

Date:         1997/11/24

Message-ID:   <34794FBF.E33@ectstar.ect.unitn.it>

Newsgroups:   it.scienza

 

ASPS wrote:

>

>               *------------- Associazione Sviluppo Propulsione Spaziale

>      *   +            *--------- PNN http://www.mywebpages.com/asps

>   *     A S P S      *----------- Nova Astronautica issn 03931005

>  *                +       *-----http://www.secol-company.arcmedia.it

>   *                       *----- SC23 email: asps@mywebpages.com

>       *                *-----http://www.nwdir.com/spacepro.htm

>                *----------- email : md1175@mclink.it

>

> Subject: Alcune  risposte a Moretti

...........omissis........

> Dunque, nonostante  il fatto che  è comunemente accertato e sperimentato,

> che la Relatività Generale (RG) è  sbagliata alle  scale atomiche, cioè che

> non va d’accordo con la meccanica quantistica , non vedo perchè la

> “metafisica della covarianza” debba condizionare uno stato fisico diverso,

> cioè non vedo perchè non sia possibile avanzare modelli matematici congrui

> con il fatto che SE ( e ripeto SE) esiste un sistema in grado di generare

> in “modo stazionario” una risultante di forze interne non nulla , tale

> fatto  rispetti pure  i principi di conservazione  dell’energia e della

> quantità di moto.

> Cioè mi chiedevo e mi chiedo, con quale pretesa la “metafisica della

> covarianza” può presentarsi coerentemente a discutere di ciò che è fuori

> dalla situazione fisica da cui è stata generata , in cui non era possibile

> “violare”  (l’ASPS dice “aggirare” e la cosa è ben diversa) in alcun modo

> il principio di azione e razione newtoniano.

> Ho semplicemente proposto  il mantenimento dei principi di conservazione

> classici, per un moto PNN.

> Probabilmente avrei trovato ascolto se avessi detto di violarli tutti.

> Saluti           E. Laureti

 

--

  Solo un commento (replica Moretti n.d.r.), la RG ha dei problemi con

  la MQ in quanto  non si riesce a trovare un metodo di quantizzare la

  gravita`  con procedure standard della teoria dei campi quantistici.

  Il problema della covarianza e` da questo punto di vista un po`

  secondario. La relativita` speciale invece e` in accordo con

  la MQ. La covarianza per trasf. di Lorentz e` compatibile con

  la teoria quantistica dei campi.

  Io non conosco bene le vostre teorie, ho solo detto che la mia

  sensazione e che ci siano dei problemi con altre teorie

  che sono state verificate sperimentalmente. Ma come Lei sa

  verificare una teoria in alcuni casi NON significa provarla

  (per la verita` questi casi sono la quotidianita` al CERN). 

  Quindi e` anche  possibile che voi abbiate ragione e che  le varie

  teorie in contrasto con la vostra abbiano torto.

 

  L`unica cosa che mi sento di dire e`: chi vivra` vedra`.

  La storia della scienza insegna che la Natura e` molto piu` sottile

  dei nostri modelli per descriverla e che le vie della verita`

  NON sono quelle dell`evidenza piu` ovvia.

 

  Saluti,         Valter  Moretti

 

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Valter Moretti

 

 ECT* European Centre for Theoretical Studies in Nuclear Physics

 and Related Areas 

 Villa Tambosi, strada delle Tabarelle 286 I-38050 VILLAZZANO

(TN)Italy   

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

 

           Copyright © 1995-97 Deja News, Inc. All rights reserved.

 

                                          ****************

 

In conclusione sono pienamente d’accordo con la risposta  finale del dr. Moretti, che la Natura è più sottile dei modelli che usiamo per descriverla. E che in fondo sarà solo la sperimentazione a verificare o meno i tre postulati precedenti.

Riguardo le capacità umane, di comprendere la finezza della natura, mi piace spesso ricordare una frase di Antoine Jean-Baptiste Marie Roger De Saint-Exupéry :  “L’Essenziale è Invisibile “.




Dall’Agosto 2005