DALL'IMPULSO
NASCOSTO IN ELETTRODINAMICA
CLASSICA
ALL'IMPULSO NASCOSTO NELLA PROPULSIONE
NON
NEWTONIANA
Emidio
Laureti
In base all'elettrodinamica classica l'unico modo, per via e.m. di variare la quantità di moto (qdm) di un corpo materiale sta nel fargli emettere o assorbire radiazione e.m. .
Consideriamo il caso molto semplice di assorbimento di un'onda e.m. , propagantesi lungo l'asse delle z e polarizzata lungo l'asse delle x , da parte di un elettrone libero (di massa m e carica e) nell'origine di una terna cartesiana .
In assorbimento lungo l'asse delle z l'impulso ricevuto dalla carica non può essere in modulo maggiore di pz=W/c dove W è l'energia assorbita e c è la velocità della luce.
Verrà mostrato che ((W/c) vers z) non è l'unico impulso esistente.
Mentre interagisce con l'onda e.m. la particella carica acquisisce , in campo libero, anche moto e impulso trasversale (lungo l'asse delle x) mentre il campo e.m. veicola solo impulso longitudinale (lungo l'asse delle z).
Varie domande sorgono molto evidenti:
1) Come si può salvaguardare la conservazione dell'impulso lungo la direzione ortogonale alla direzione di propagazione dell'onda e.m.?
2) Come mai tale evento di palese e apparente contraddizione con la conservazione della quantità di moto non ha avuto lo stesso peso di natura teorica e pubblicitaria del rinculo fotonico W/c (mi riferisco in dettaglio a tutta la letteratura basata sulle propulsioni a fotoni come ad esempio vele solari e razzi a emissione laser) ?
3) Come mai è stato
ignorato nell'elettrodinamica di Maxwell [1] , da Einstein in ambito
relativistico e successivamente viene ignorato da tutti coloro che ritengono che
come E.Fabri [2]
:
".... Che l'unico modo di variare per via
e.m. la q. di moto di un corpo
materiale isolato sta nel fargli emettere (o
assorbire) radiazione
e.m., e che in tal caso la q. di moto non potra'
superare E/c,
essendo E l'energia dell'onda emessa (o assorbita)...."
Come
scrisse diversi anni fa in Nova Astronautica il Socio Asps Carlo Bresciani
esistono fenomeni in cui la conservazione dell'impulso non può essere spiegata dal
solo momentum fotonico pz=W/c [3] [4].
E questo
si verifica appunto nell'oscillazione ortogonale lungo la direzione del campo elettrico
di un elettrone o anche di una carica pesante elettrica, quando vengono
investiti da un'onda e.m..
L'oscillazione
dell'elettrone piccola o grande che sia conserva l'impulso solo attraverso la
definizione di un impulso complementare elettrico [3] [4] che si deve inevitabilmente
attribuire al campo elettrodinamico
dell'onda e della carica .
La
conclusione è che la conservazione della qdm anche nel limite non relativistico
tra cariche e campi è conservata non solo dal mero rinculo fotonico.
Il problema verrà analizzato nel riferimento dove in media la particella è a riposo trascurando l'energia irraggiata dall'elettrone
Sotto la condizione eErms/mw c <<1 (rms= root-mean-square) [ 5]
Per la qdm dell'elettrone si può dire
che:
[ a ] Esiste durante l'oscillazione lungo l'asse delle x un impulso:
1)
Pmech = mdx/dt = (e/w)
E0 sin w t
ovvero
in pratica esiste istante per istante un impulso anche se in media è
nullo
[ b ] Che mentre l'elettrone varia il suo impulso lungo l'asse delle x tutto ciò avviene senza assorbire o emettere qualcosa lungo la direzione dell'asse delle x
[ c ] Che parimenti può essere creato un modello interpretativo per la conservazione della quantità di moto che, pur violando istante per istante il principio di azione e reazione lungo l'asse delle x ,conservi appunto l'impulso lungo tale direzione
[ d ] Può essere dimostrato che | Pmech | può essere maggiore di W/c
Per quel che riguarda i punti [ a ] e [ b ] essi sono evidenti di per se e costituiscono un interessante motivo di studio del perché essi vennero ignorati nell'elettrodinamica classica di ascendenza maxwelliana dato che alcune sue conclusioni sono di conseguenza impropriamente utilizzate contro la PNN [2] .
L'articolo di K.Mc Donald [ 5] soddisfa quanto attiene al punto [ c ]
In tale articolo Mc Donald fa notare che Poynting [6] , ipotizzò che un campo e.m. potesse contenere un flusso di energia (energia per unità di area e per unità di tempo)
dato da :
2)
S = c E x B / 4p
in unità Gaussiane, dove E è il campo elettrico, B è il campo magnetico nel vuoto e c è la velocità della luce.
Poincare [6] [7], notò che questo flusso di energia può anche essere associata a una densità di impulso nell'interazione dell'onda viaggiante con i campi e.m. prodotti dalla carica :
3)
pfield = S/c2 = E x B / 4pc = (Ewave +
Echarge) x
(Bwave + Bcharge)/ 4pc
Pertanto il problema si riduce a trovare per un elettrone libero investito da un'onda e.m. piana un "electromagnetic field momentum" che sia uguale e opposto all'impulso meccanico Pmech = mdx/dt = (e/w) E0 sin w t
Viene dimostrato che [5]:
4)
Pint =
ò pint dVol = ò dVol ( Ewave x Bcharge + Echarge x
Bwave ) /
4pc
E'
uguale e opposto al momento meccanico dell'elettrone
Ciò è possibile nel considerare , in analogia all'analisi di Fourier, il campo e.m. associato all'elettrone oscillante come sovrapposizione di altri campi, ovvero:
-
un campo elettrico di un elettrone a riposo
nell'origine
-
il campo di un dipolo
consistente in un positrone a riposo nell'origine + il campo dell'elettrone
oscillante
Attraverso il calcolo si trova che solo la "componente statica" del campo della carica pwave;static interagendo con il campo dell'onda consente la conservazione dell'impulso meccanico lungo l'asse delle x [5].
Ovvero che nel dettaglio
5)
pint = pwave;static = -
pmech
L'evento di cui sopra è così evidente che va ad intaccare la modellizzazione di ogni tipo di situazione sperimentale in cui si è ricavata teoricamente l'univocità del valore W/c .
W/c non è l'unico modo in cui si può definire un impulso tra un onda e.m. e una carica.
La logica fisica che è alla base di W/c è manifestamente parziale e che quindi tale parzialità di impostazione non può avere titoli per definire leggi generali che esorbitino dalla base sperimentale da cui sono sorte, ovvero che possano operare non solo contro uno degli eventi definiti in [a], [b], [c] , [ d ] ma anche contro la PNN (Propulsione Non Newtoniana) [9] [11].
Per quel che riguarda il punto [ d ] immaginiamo che il campo viaggiante lungo l'asse z sia costituito da un solo fotone di energia
W= h n
Dove h è la costante di Planck e n è la frequenza. Poiché l'impulso ottenuto è W/c la velocità vz dell'elettrone sarà:
vz = (h n / mc) vers z
Confrontiamo ora il modulo di | vz | con il valor medio dei moduli della velocità
< | vx | > derivanti dall'impulso meccanico dell'elettrone lungo l'asse delle x
Ricordando che l'onda e.m. che si propaga lungo l'asse delle z ha una densità di energia che si ripartisce ugualmente tra le componenti elettrica e magnetica [16], si trova per il suo valor medio che:
Wm = e0 E0 2 / 8p
eguagliando Wm per metro2 con hn abbiamo che
E0 = (8p h n/ e0) 1/2
< | vx | > = e E0 / m n p2 = (e/m) (8 h / p3 e0 n) 1/2
Eguagliando ora
< | vx | > = | vz |
si
ottiene la frequenza di taglio
6)
nt
=
(2/p)
( e2 c2/ e0
h) 1/3
da cui
7) < | vx | > > | vz | per n < nt
ovvero che il modulo della qdm dell'hidden momentum lungo l'asse delle x in media e per alcune frequenze può eccedere W/c lungo l'asse delle z.
Ritornando alle osservabili interattive associate al nostro elettrone oscillante
pint =
- (e/w)
E0 sin w t
Xint =
(e/mw2)
E0 cos
w t
Fint = - e E0 cos w t
La Fint è in tutto simile a una forza di richiamo a cui è soggetto l'elettrone oscillante
E possiamo pure ritenere che ciò che conserva l'impulso conservi pure l'energia totale dell'elettrone oscillante.
Ovvero
che il sistema elettrone + campo elettromagnetico sia un sistema conservativo
perché la forza
Fx= - kx cui è soggetto l'elettrone è
derivabile , a meno di una costante , da una ipotizzabile
energia
potenziale elettromagnetica U = kx2/2 dove k= m w2 :
Fx
= - d(U)/dx
L'energia potenziale dell'elettrone
varia tra 0 e il valore massimo
kx02/2 dove
x0 = e E0/mw2
è
l'ampiezza di oscillazione dell'elettrone lungo l'asse x .
Si trova
che questa energia potenziale U = (e E )2/(2mw2 )
In
pratica il nostro elettrone mentre oscilla aumenta (o viceversa) la sua energia cinetica e diminuisce (o
viceversa) la sua energia potenziale e.m. nel campo
elettrodinamico.
L'analogo
in ambito PNN
Ricordando
il legame che esiste tra campi elettrici e magnetici variabili ovvero che la III
equazione di Maxwell è la legge di Faraday Neumann Lenz (e viceversa) [10] , si può supporre che la stessa
procedura che conserva l'impulso
pmech = - pint = -pwave;static attraverso l'impulso complementare
elettrico conservi anche l'impulso magnetico negli esperimenti di natura PNN.
In più è però presente l'essenziale dettaglio che l'impulso complementare magnetico
opposto a quello generato dalla
forza "ilB" [11] pur essendo hidden non è più in media nullo dato che, a differenza dal caso
elettrico, la combinazione tra correnti e campi magnetici cambia simultaneamente
verso in ogni semiperiodo e quindi la forza elettrodinamica di tipo PNN ha un
identico verso e direzione in tutti i semiperiodi [17].
Ammettendo come esistente anche nel caso della PNN un equivalente campo "statico" come substrato di quello proprio oscillante si può bilanciare l'impulso della PNN con uno uguale e opposto dovuto all'interazione del campo magnetico statico della corrente i con quelli dell'onda e.m..
La conservazione dell'impulso
per la PNN si pone in stretta analogia con quello di cui parlano Carlo Bresciani
e K.T. Mc Donald. Come si può conservare l'impulso trasversale di una carica
investita da un'onda longitudinale con una opportuna interazione tra la
"componente statica" del campo
elettrodinamico [5] [6] [7] della particella carica (oscillante trasversalmente)
e l'onda stessa, così si può
bilanciare l'impulso PNN generato dalla forza "ilB" [11] con quello derivante
dall'interazione dei campi e.m. dell'onda
con quelli della corrente oscillante.
E tale
procedura ci permette di dire in perfetta similitudine che l'energia totale di
SC2.12 si conserva perché l'aumento comunque grande dell'energia cinetica di
traslazione è compensato dalla diminuzione comunque piccola dell'energia
potenziale magnetica [8] del sistema nel campo elettrodinamico statico in cui l'aumento dell'energia cinetica
avviene.
In prima
analisi n aumento comunque grande dell'energia cinetica di tipo PNN e un
abbassamento dell'energia potenziale magnetica , comunque grande, nel
riferimento delle stelle fisse andrebbe inevitabilmente a scaricarsi sull'unica
osservabile che si dovrebbe presumibilmente mantenere immutata: la massa.
In conclusione in dinamica
PNN la massa elettromagnetica dovrebbe diminuire all'aumentare della velocità
per non violare la conservazione dell'energia.
Ma la
diminuzione di massa in relazione all'aumento di velocità PNN determina una
ridefinizione della legge del moto e in conseguenza la
legge di inerzia dovrebbe cambiare.
Ripeto
ancora che non ho alcuna teoria da proporre [9] [11]
se non indicare la procedura di utilizzazione di fenomeni già conosciuti da
molto tempo [3] in elettrodinamica classica, attraverso i quali si può dare
ragione alla teoria di Laplace che ammetteva l'esistenza di forze
elettrodinamiche tra circuiti aperti [12] [13] in automatica ed evidente
"possibile" violazione ( e ridefinizione [2] [3] [4]) del principio di azione e
reazione newtoniano.
Il problema è semplicemente che coloro che pretendevano di descrivere compiutamente e
completamente l'elettrodinamica classica ( prima Maxwell e successivamente Einstein ) con
l'univocità dell'evento W/c , non hanno tenuto in considerazione nella loro teoria
l'interazione di una carica libera sottoposta ad oscillazione perpendicolare alla direzione di propagazione
dell'onda che l'investe e della conseguente procedura di conservazione della quantità di moto trasversale .
Nell'ambito delle teorie che si basano sulla limitazione W/c non c'è traccia di tutto ciò e quindi
queste teorie non hanno nessun titolo per porre dei limiti all'impulso determinabile tra onde e.m. e cariche.
Se si vuole proporre una teoria generale : leggasi elettrodinamica di Maxwell e teoria della relatività
quando pongono limiti o propongono teoremi sull'impulso veicolabile dal campo e.m. non è accettabile
che possa essere ignorato l'impulso nascosto.Poiché nell'universo fin dove possiamo osservarlo si è propagata anche la sovrapposizione di tutti
i campi elettrici e magnetici stazionari delle cariche della materia , possiamo dire che è "almeno"
presente questa componente statica dei campi nel cosiddetto vuoto.La presenza della componente statica dei campi ai fini della conservazione della qdm è quasi una nemesi per
la storica disputa sull'Etere [14] [15] dato che sembra aggiornare con un possibile nuovo
concetto di substrato il declassato concetto storico dell'Etere Luminifero.
Per quanto sopra l'esistenza del nuovo substrato è necessaria ai fini della conservazione della quantità
di moto ed inoltre ha una struttura idonea a superare le contraddizioni con esperimenti
che non ne determinavano in passato l'esistenza. Infatti il nuovo substrato è in piena contiguità con
il "principio di sovrapposizione" [17] e conseguentemente la radiazione e.m. nell'interferometro
dell'esperimento di Michelson Morley non interferisce affatto con la sovrapposizione dei campi elettrici e magnetici stazionari.
[2] E.Laureti , "E Nessuno Può Dimostrare
il Contrario" ,Nova Astronautica n.97 Vol.23 2003
[3] C.Bresciani , "L'Impulso Complementare" , Nova Astronautica n.6 Vol.1 1981
[4]
C.Bresciani , "Precisazioni sull'Impulso
Complementare", Nova Astronautica
n.11 Vol.2 1982
[5] Kirk T. McDonald ,Joseph Henry Laboratories, Princeton
University, Princeton, NJ 08544
(Nov. 15, 1998) [PDF]The
Transverse Momentum of an Electron in a Wave 1 Problem 2 ...
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Transverse Momentum of an Electron in a Wave Kirk T. McDonald Joseph
Henry
Laboratories, Princeton University, Princeton, NJ 08544 (Nov. 15, 1998) 1 ...
www.hep.princeton.edu/~mcdonald/examples/transmom2.pdf -
[6] J.H. Poynting, On the Transfer of Energy in the
Electromagnetic Field, Phil. Trans.
175, 343-361
(1884); also, pp. 174-193, Collected
Scientific Papers (Cambridge U. Press,
1920).
[7] H.Poincare, Theorie de Lorentz et le Principe de la
Reaction, Arch. Neerl.
5, 252-278 (1900).
[9] E.Laureti , "Le basi sperimentali della Propulsione Non
Newtoniana", EPISTEME n.6 Parte II 21 Dicembre 2002 pp. 132-136
http://www.dipmat.unipg.it/~bartocci/ep6/ep6-asps.htm
[10] E.Laureti , "Corrente di Spostamento e Corrente di
Autoinduzione Sono la Stessa Cosa", Nova Astronautica n.94 Vol.22 , 2002
.
[11] E.Laureti ,"Descrizione Generale del
Principio di Funzionamento della PNN" ,Nova Astronautica n.97 Vol.23 2003
[12] E.Amaldi , Fisica Generale II,
Università di Roma, 1965 pag.290-291
[13] E.Perrucca ,Fisica
Generale e Sperimentale II,Un.Tip.Ed.Torinese 1949
pag.627-628.
[14] U.Bartocci, "On a
Possible Experimental Discrimination Between Classical and Relativistic
Electrodynamics", Atti del Convegno Internazionale Quale Fisica per il 2000 ? ,
Ischia, Italy 29 Maggio -1 Giugno 1991, Società Editrice Andromeda n.59
supplemento a Seagreen 1991-1992
[15]
U.Bartocci ,"Looking for Special Relativity's
Possible Experimental Falsifications" EPISTEME
n.6 Parte II 21 Dicembre 2002
http://www.dipmat.unipg.it/~bartocci/ep6/ep6-bart.htm
[17] E.Laureti, "Il
Prototipo SC23", Nova Astronautica n.77 Vol.18 1998